I trilobiti sono animali che hanno colonizzato gli ambienti acquatici per circa 300 milioni di anni e hanno lasciato straordinarie tracce della loro esistenza sotto forma di fossili. Oltre al forte impatto del loro aspetto morfologico ed estetico, i trilobiti sono di fondamentale importanza per le analisi ecologiche, stratigrafiche e paleogeografiche. Non è quindi esagerato sostenere che senza di loro, le nostre conoscenze del passato geologico sarebbe molto meno dettagliate.
Ogni singolo aspetto del mondo di queste creature richiederebbe interi manuali per poter essere approfondito. Per poter gettare un po’ di luce su questi affascinanti fossili, abbiamo scelto di concentrarci sui trilobiti provenienti da un contesto geologico relativamente poco conosciuto tra gli appassionati.
Il giacimento in questione si trova nel territorio Saint-Aubin-des-Châteaux, piccolo comune del dipartimento della Loira Atlantica, che si trova a circa 50 km a sud di Rennes. Qui affiora una cava di rocce silto-argillose ben stratificate, assegnate alla Formazione di Traveusot e risalenti all’Ordoviciano medio (circa 460 milioni di anni fa). I trilobiti, che si rinvengono all’interno di noduli compatti, sono stati spesso parzialmente deformati da forze tettoniche più o meno accentuate.
A livello geologico, l’affioramento di Saint-Aubin appartiene al Massiccio Armoricano. Si tratta di un’antica catena montuosa situata nella Francia nord-occidentale, in particolare nel dipartimento della Bretagna. Questa regione è caratterizzata da rilievi sollevatisi nel Paleozoico superiore (circa 300-250 milioni di anni fa) che sono stati fortemente erosi nel corso del tempo, tanto da non superare al giorno d’oggi i 420 m di quota. Le rocce che affiorano sono prevalentemente di natura metamorfica e sedimentaria.
Nel corso dell’Ordoviciano, il contesto climatico e paleogeografico era estremamente differente da quello attuale. La superficie della Terra era occupata da quattro continenti, separati da tre grandi oceani. Le rocce sedimentarie del Massiccio Armoricano che risalgono a questa era geologica si sono formate in ambiente marino ai margini nord-occidentali del super-continente Gondwana, che si estendeva dal polo sud fino all’equatore. Questa regione era bagnata dai margini meridionali dell’Oceano Retico, la cui apertura risaliva al Cambriano. A livello latitudinale, la regione armoricana si estendeva in prossimità dell’attuale polo sud.
La successione sedimentaria si depositò in ambiente di piattaforma, cioè in acque basse (fino a 200 m di profondità) non lontane dai margini continentali. Le associazioni faunistiche rinvenute sono affini a quelle di altre regioni del Gondwana che lambivano i margini dell’Oceano Retico (per es. penisola iberica, sahara libico-algerino, bacino di Praga). Esse sono costituite prevalentemente da: bivalvi, gasteropodi, brachiopodi, echinodermi, trilobiti, spugne e briozoi. Questa fauna è caratterizzata da uno spiccato endemismo, ovvero da taxa la cui distribuzione geografica è molto ristretta. Questo limita la possibilità di confrontare le faune con quelle di altri giacimenti di altre regioni del globo, in particolare al fine di risalire all’età dei depositi. Gli unici taxa grazie a cui è possibile risalire ad un’età relativa sono i chitinozoi, microfossili dalla forma a fiasco e di incerta posizione tassonomica.
Le rocce ordoviciane del Massiccio Armoricano hanno restituito migliaia di esemplari di trilobiti, assegnati a più di 100 specie diverse. In questa breve rassegna abbiamo ci soffermeremo su alcune delle specie più diffuse:
Immagine sopra: Neseuretus tristani (Brongniart & Desmarest, 1817)
Si tratta della specie più comune del giacimento Saint-Aubin, nonché di tutto il Massiccio Armoricano. Questo trilobite, che può superare i 15 cm di lunghezza, possiede 13 segmenti addominali e una caratteristica espansione frontale, a forma di cucchiaio. Data la loro relativa frequenza, è facile osservare esemplari deformati a causa delle forze tettoniche, che causano una “compressione” o “dilatazione” del corpo anche molto accentuata.
Immagine sopra: Eodalmanitina macrophtalma (Brongniart, 1822)
I trilobiti appartenenti a questa specie misurano in genere tra i 5 e 14 cm e sono facilmente riconoscibili per la presenza di una spina caudale lunga fino a 2 o 3 volte il pigidio.
Immagine sopra: Ectillaenus giganteus (Burmeister, 1843)
Questo trilobite possiede un nome specifico che sottolinea le grandi dimensioni che gli esemplari possono raggiungere. Sebbene siano conosciuti nell’ordoviciano armoricano fossili che raggiungono i 30 di cm lunghezza, le dimensioni tipiche sono comprese fra i 5 e 10 cm. Il pigidio di questi trilobiti ha contorno ovale ed è completamente liscio, ovvero non mostra segmentazione.
Immagine sopra: Isabelinia glabrata (Salter, 1853)
Frequentemente rinvenuta nel Massiccio Armoricano, questa specie ha una taglia compresa fra i 5 e 8 cm, forma ovale e occhi di grandi dimensioni.
In conclusione, possiamo affermare che i fossili di Saint-Aubin-des-Châteaux rappresentano un'importante tassello per conoscere meglio le forme di vita che popolavano il nostro pianeta durante l'Ordoviciano medio.